La prima domanda di quasi ogni conversazione è quanto costa. La risposta onesta è poco soddisfacente: da qualche centinaio di euro a diverse migliaia per quello che sembra lo stesso lavoro. Vediamo da dove nasce questa forbice e cosa guardare quando si confrontano i preventivi.
Cosa si paga davvero
Uno shooting sembra una giornata di lavoro. Di solito se ne pagano tre.
La preparazione. Ricerca della location, tempistiche, moodboard, approvazioni, a volte permessi. Il cliente non la vede, ed è esattamente lì che si decide se la giornata di riprese sarà tranquilla.
La giornata di riprese. La parte che tutti immaginano: camera, luce, audio, troupe sul set.
La post-produzione. Selezione del materiale, montaggio, colore, audio, ritocco. Spesso più lunga delle riprese: un'ora di buon girato non diventa un minuto di video finito all'istante.
Quando ti danno un prezzo «per lo shooting», chiedi quale delle tre parti comprende.
Perché la forbice è così ampia
Il formato
Un video verticale per i social e uno spot pubblicitario sono produzioni diverse, anche se entrambi sono «video». Lo spot richiede sceneggiatura, storyboard, a volte attori e luce costruita; il video social richiede un operatore, un'idea e un montaggio.
La differenza non è del doppio, ma di cinque o dieci volte.
Il volume
La seconda inquadratura costa sempre meno della prima. Fotografare cinque referenze di prodotto o cinquanta non costa dieci volte tanto, perché la luce si allestisce una volta sola e la troupe si sposta comunque.
Da qui una conclusione pratica: se hai in programma più shooting nell'arco dell'anno, farli in una volta costa meno che tornare tre volte.
La troupe
Un operatore con una camera e una squadra di quattro persone sono budget diversi. La domanda non è quale sia meglio, ma cosa serve al progetto.
Un'intervista in ufficio la gira una persona sola. Una campagna con modella, luce costruita, stylist e make-up artist non si gira fisicamente da soli: non per mancanza di bravura, ma perché non bastano le mani nello stesso momento.
La location
Studio, strada e villa privata differiscono di parecchio. Lo studio si noleggia a ore. La strada non si affitta ma dipende dal meteo, e per una ripresa commerciale in centro può servire un'autorizzazione con tariffa comunale. Una villa o un interno storico sono un accordo a parte con il proprietario, di solito a tariffa giornaliera fissa.
I diritti d'uso
Le immagini per i social e quelle per l'affissione costano diversamente, anche quando il file è letteralmente lo stesso. Il motivo non è avidità: più ampio è l'uso, maggiore è il valore del materiale per l'azienda e più stringenti i requisiti su ciò che è inquadrato — liberatorie delle persone, diritti sugli oggetti, sulla musica, sui caratteri tipografici.
L'urgenza
Uno shooting fra una settimana e uno «dopodomani» sono cifre diverse. Non per una maggiorazione sulla fretta in sé: un lavoro urgente sposta quelli già in calendario, obbliga a montare una troupe fuori dal ritmo abituale e lascia meno tempo alla preparazione, cioè più rischi il giorno stesso.
Ordini di grandezza sul mercato di Milano
Per rendere il discorso concreto, i valori indicativi per il 2026:
| Progetto | Ordine di prezzo |
|---|---|
| Shooting individuale, 1–2 ore | 300–600 € |
| Contenuti social, mezza giornata | 600–900 € |
| Fotografia di prodotto, catalogo | da 650 € |
| Video aziendale, una giornata | da 1200 € |
| Campagna con troupe e post-produzione | da 2000 € |
Sono ordini di grandezza, non un listino: la cifra reale dipende da volume, location e diritti. I nostri prezzi aggiornati sono nella pagina prezzi.
Cosa c'è dietro un prezzo basso
Un'offerta sensibilmente sotto mercato di solito significa una di tre cose, e conviene sapere quale.
Meno tempo. Due ore invece di una giornata vogliono dire meno varianti, meno ciak e nessun margine se qualcosa va storto.
Meno lavorazione. Il materiale arriva quasi come è stato girato: colore di base, ritocco minimo. Per i social può bastare, per un catalogo no.
Meno responsabilità. Niente preventivo scritto, niente diritti, nessun impegno sui tempi. Finché fila tutto liscio la differenza non si vede; si vede alla prima situazione controversa.
Nessuna delle tre è sbagliata di per sé. È sbagliato scoprirlo dopo.
Studio o freelance
La domanda dietro metà dei confronti di prezzo. La differenza non sta nella qualità delle riprese — un bravo operatore singolo gira meglio di uno studio debole — ma in ciò che accade attorno.
Il freelance costa meno perché ha meno costi fissi. Nessuna troupe stabile, spesso nessuno studio proprio, meno attrezzatura di proprietà. Per un lavoro da una persona è un risparmio onesto.
Lo studio costa di più perché si assume più impegni. C'è chi subentra se l'operatore si ammala il giorno prima. C'è un preventivo scritto e i diritti nel contratto. C'è un montatore che non sparisce per una settimana.
Regola pratica: più alto è il costo dell'errore, più ha senso uno studio. Contenuti per un singolo post sono un lavoro da una persona. Una campagna che finisce in pubblicità è una di quelle in cui serve qualcuno che risponda del risultato.
Come funziona l'IVA
In Italia i prezzi si indicano con o senza IVA, e la differenza è del 22%. «1000 euro» e «1000 euro + IVA» distano duecentoventi euro: non è un dettaglio quando si confrontano offerte.
C'è poi il regime forfettario, in cui l'IVA non viene applicata affatto: la cifra del preventivo è quella finale. I nostri prezzi sono indicati così, senza nulla da aggiungere.
Chiedilo esplicitamente, prima di confrontare i totali. Altrimenti stai confrontando cose diverse.
Come confrontare le offerte
Confrontare i totali non serve finché non sono ricondotti alla stessa base. Guarda:
- quante ore sono incluse e da quando si contano;
- quante unità di materiale finito ricevi;
- quante tornate di modifiche sono comprese;
- quali diritti vengono ceduti;
- cosa si paga a parte.
Un preventivo che indica tutto questo sembra spesso più caro di uno da una riga sola. Di solito è proprio quello più conveniente: semplicemente non nasconde sorprese.