1 settembre 2026 · 10 min di lettura

Permessi per le riprese a Milano: a chi servono e a chi no

Girare per sé, in studio o in una location privata non richiede alcuna autorizzazione. La strada in centro, le luci su stativo e un monumento in un'inquadratura pubblicitaria sì. Dove sta la differenza e quanto costa.

La domanda sui permessi salta fuori di solito due giorni prima delle riprese, e la risposta è poco convincente in tutt'e due le versioni: «non serve niente, girano tutti così» oppure «senza carte non si può fare nulla». In realtà le regole sono poche, e a buona parte delle riprese non si applicano.

La risposta breve: trova il tuo caso

Giri per te. Per le riprese in sé non serve alcuna autorizzazione: il Comune di Milano lo dice esplicitamente — le riprese a fini amatoriali non sono soggette ad autorizzazione.

Giri in studio, in uno showroom, in un ristorante, in un hotel o in una villa privata. Qui la procedura delle istanze comunali di norma non si applica: concordi tutto con il proprietario dello spazio, compreso il diritto di usare inquadrature in cui l'interno è riconoscibile. Fanno eccezione gli edifici tutelati come beni culturali: lì si aggiungono le regole dell'ente che li ha in consegna.

Giri in strada per un uso commerciale. L'autorizzazione serve. Nel centro storico, nei parchi, nei giardini e negli edifici comunali si richiede tramite il portale del Comune; fuori dal centro storico, tramite la Polizia Locale.

Appoggi qualcosa a terra: cavalletto, luce su stativo, pannello riflettente. Questa è occupazione di suolo pubblico, e va richiesta a parte — qualunque sia lo scopo delle riprese.

Il resto dell'articolo non fa che entrare nel dettaglio di queste quattro righe.

Cosa determina la risposta: scopo, luogo, attrezzatura

Lo scopo. La differenza non sta nel tipo di camera, ma nella destinazione del materiale. Le riprese per una pubblicità, un catalogo o un video commerciale richiedono l'autorizzazione sia che si giri con una cinepresa sia con un telefono. Quelle che fai per te non la richiedono, anche se la camera costa di più.

Caso a parte è il servizio privato a pagamento: ingaggi un fotografo, ma il materiale finisce in un archivio di famiglia, non in una campagna. Il Comune non pubblica una regola specifica per questa situazione, e se si usano gli stativi su suolo pubblico l'occupazione va comunque richiesta.

Il luogo. Proprietà privata significa accordo con il proprietario. Suolo pubblico significa regole del Comune. Anche dentro la città le regole cambiano: centro storico, parchi ed edifici comunali si trattano diversamente dal resto.

L'attrezzatura. Girare a spalla e allestire un set con gli stativi sono due cose diverse. L'attrezzatura appoggiata a terra occupa suolo pubblico, ed è esattamente per questo che l'istanza chiede la descrizione dell'attrezzatura come voce a sé.

Riprese in strada a Milano: come si chiede l'autorizzazione

Le istanze si presentano esclusivamente online, tramite il portale GeoEventi. Devono contenere data, orario, luogo e finalità delle riprese, la descrizione dell'attrezzatura utilizzata, il documento d'identità del richiedente e gli eventuali permessi correlati.

Chi debba presentarla il Comune non lo regola: può farlo la produzione o il committente stesso. Nei nostri progetti l'istanza la presentiamo noi — non devi muoverti sul portale né depositare documenti a tuo nome.

I tempi dipendono dal genere, ed è il Comune stesso a pubblicare la distinzione.

Cosa si giraTermine di presentazione
Spot pubblicitari, riprese per brand, documentari, programmi TV, videoclipalmeno 6 giorni lavorativi prima
Cinema, serie TV, fiction, sceneggiatialmeno 30 giorni prima

Una ripresa commerciale per un brand sta nella prima riga. I trenta giorni riguardano la produzione cinematografica, non la pubblicità, e la confusione fra le due categorie è il motivo più frequente per cui si crede che a Milano si debba programmare tutto con un mese di anticipo.

Sono termini di presentazione, non tempi di risposta: il Comune non si impegna a rilasciare l'autorizzazione entro il giorno delle riprese, quindi un margine serve sempre.

Fuori dal centro storico l'autorizzazione serve in ogni caso — con o senza occupazione di suolo pubblico — ma la rilascia l'Ufficio Manifestazioni della Polizia Locale, non il portale.

Quanto costa il permesso per le riprese a Milano

Tariffe del Comune di Milano per centro storico, parchi ed edifici comunali, aggiornate al 1° settembre 2026:

Tipo di ripresaPer ogni fascia oraria
Fotografiche103 € + IVA 22%
Video444 € + IVA 22%
Foto e video444 € + IVA 22%

Le fasce sono fisse — 08:00/14:00, 14:00/20:00, 20:00/08:00 — e la tariffa si applica per ogni fascia occupata. Una giornata che resta dentro una sola fascia si paga una volta; una che dal pomeriggio sconfina nella sera, due. Vale la pena saperlo prima: una ripresa con la luce del tramonto cade quasi sempre a cavallo di due fasce, e un'ora di lavoro dopo le 20:00 raddoppia la tariffa comunale. Si aggiunge una marca da bollo da 16 € alla presentazione e un'altra al rilascio.

Da noi la tariffa comunale e le marche da bollo sono comprese nel preventivo: non arrivano come voce aggiuntiva.

Fuori dal centro storico procedura e importi li stabilisce separatamente la Polizia Locale.

Quanto al deposito cauzionale, di cui ci chiedono spesso: riguarda le riprese cinematografiche, le serie TV e le fiction con occupazione di suolo pubblico, e non tocca la pubblicità né la fotografia. Per il cinema si aggiungono 25 € di diritti di istruttoria.

Quando l'autorizzazione alle riprese è gratuita

L'esenzione dalle tariffe è prevista per le riprese commissionate o patrocinate dal Comune, per gli enti pubblici, per gli enti del Terzo settore e più in generale per chi agisce senza scopo di lucro, per l'esercizio del diritto di cronaca e per i programmi televisivi. Nella categoria senza scopo di lucro ci rientrano le campagne di pubblicità progresso, le esercitazioni delle scuole di fotografia e di cinema e le riprese semi-amatoriali per concorsi, premi o festival di carattere culturale.

Non è automatico: il titolo di esenzione si dichiara al momento della presentazione, e lo conferma il Comune.

Edifici e monumenti: cosa si riprende liberamente

In diversi paesi vige la libertà di panorama, cioè il diritto di usare liberamente le immagini di ciò che è visibile dallo spazio pubblico. In Italia una norma del genere non esiste, ed è una sorpresa ricorrente.

Fotografare dalla strada si può. La questione nasce con l'uso commerciale dello scatto, e in due casi.

I beni culturali. Il Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004, artt. 107–108) richiede che la riproduzione a fini commerciali delle immagini di beni culturali statali sia concordata con l'ente che li ha in consegna, dietro pagamento di un canone. La riproduzione per uso personale, per studio e per valorizzazione senza scopo di lucro non prevede canone; il decreto ministeriale 21 marzo 2024, n. 108 ha aggiornato le tariffe e ampliato le esenzioni. Non è una formalità: controversie sull'uso pubblicitario di queste immagini sono arrivate davanti ai giudici italiani, che hanno dato ragione agli enti.

L'architettura contemporanea. Un edificio può essere opera protetta dal diritto d'autore se ha carattere creativo; la tutela dura 70 anni dalla morte dell'autore.

Il vincolo scatta quando il bene è il soggetto dell'inquadratura pubblicitaria. Uno scorcio urbano in cui un edificio finisce sullo sfondo non ci rientra.

Le persone inquadrate

Qui i piani sono due, e indipendenti: in una ripresa commerciale vanno gestiti entrambi.

Il diritto all'immagine. Artt. 96–97 della legge 633/1941: il ritratto di una persona non può essere esposto né sfruttato commercialmente senza il suo consenso. Le eccezioni — notorietà, interesse pubblico, finalità informative e culturali — non si estendono alla pubblicità.

I dati personali. Il GDPR aggiunge un secondo piano: l'immagine di una persona riconoscibile è un dato personale.

Di solito basta un unico modulo — la liberatoria, in cui sono indicati finalità, canali, durata, ambito territoriale ed eventuale compenso. La formula «per qualunque uso» non regge: il consenso dev'essere specifico. In pratica conviene abbondare nell'elenco dei canali, compresi quelli che potrebbero servire fra un anno: allargare la lista a posteriori è più complicato che prevederla subito. Per i minori firmano i genitori.

I moduli e la raccolta delle firme sul set li gestiamo noi. A te chiediamo soltanto quello senza cui il modulo resta vuoto: dove vivrà il materiale e per quanto tempo.

I passanti sono un discorso a parte. L'art. 97 ammette la ripresa di una persona all'interno di una scena pubblica quando la sua immagine non è il soggetto principale; un primo piano di un passante in uno spot non ci rientra.

Drone: cosa sapere se sono previste riprese aeree

I voli seguono i regolamenti (UE) 2019/947 e 2019/945 e le regole dell'ENAC: operatore registrato, pilota con attestato valido, volo assicurato. Sono requisiti in capo al pilota e all'operatore del drone, e si dimostrano con i documenti prima del decollo.

C'è però un cambiamento che conviene conoscere: dal 1° gennaio 2026 non è più possibile operare secondo gli scenari standard nazionali IT-STS, validi fino al 31 dicembre 2025 — le dichiarazioni presentate a suo tempo hanno perso efficacia, e valgono ora gli scenari standard europei STS. Se le riprese aeree vengono proposte richiamando una vecchia dichiarazione nazionale, conviene chiedere i documenti.

Milano è un caso a sé: qui c'è la zona soggetta a restrizione LI-R9, identificata dall'ENAC, e per volarci serve il nulla osta della Prefettura di Milano. La domanda va presentata con almeno 15 giorni lavorativi di anticipo; quelle tardive o incomplete possono non essere prese in esame. Il nulla osta copre i profili di ordine e sicurezza pubblica e non sostituisce le altre autorizzazioni: i vincoli aeronautici che valgono in un punto preciso, zone aeroportuali comprese, si possono consultare sulla mappa D-Flight. Per una ripresa con drone all'istanza comunale si allega copia della richiesta inoltrata alla Prefettura. La Prefettura non indica un termine di risposta.

Se pensi a riprese aeree con noi, mandaci l'indirizzo: verifichiamo la zona prima della prenotazione. Come lavoriamo con il drone lo trovi nella pagina riprese con drone.

Chi fa cosa

AttivitàA carico di
Presentazione dell'istanza al Comune e raccolta dei documentistudio
Tariffa comunale e marche da bollostudio, comprese nel preventivo
Accordo con la location privata su accesso e uso delle immaginistudio; il costo della location è una voce a parte del preventivo
Modulo di liberatoria e raccolta firme sul setstudio
Data e location — almeno 6 giorni lavorativi prima per una ripresa pubblicitariacliente
Dove vivrà il materiale: social, sito, affissione, TV, e per quanto tempocliente
Accessi e autorizzazioni quando si gira nei tuoi spazicliente

La tabella mostra la ripartizione tipica; sul singolo progetto viene fissata nel preventivo prima delle riprese.

Oltre a questo elenco resta una cosa che si vede solo sul set: una ripresa senza autorizzazione la Polizia Locale può fermarla, e una giornata persa con la troupe già pagata costa più di qualsiasi tariffa. Per questo i permessi entrano nella preparazione insieme a location e tempistiche — come parte della produzione, non come sorpresa.

Le regole descritte qui sono quelle di Milano: altre città hanno procedure, tariffe e termini propri, ma la logica è la stessa — scopo, luogo, attrezzatura.

*Tariffe, termini e riferimenti normativi sono tratti dai materiali ufficiali del Comune di Milano e dell'ENAC, aggiornati al 1° settembre 2026. Le tariffe comunali vengono riviste nel tempo; l'articolo descrive le regole generali e i casi tipici, mentre il singolo progetto va verificato in fase di preparazione.*

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